Prime Esperienze
“Aurora – Godimento Totale a Faggeto Lario”
Angel1965
16.09.2025 |
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"Aurora è completamente mia: il culo alto e rotondo ancora tremante, la fica calda e bagnata, i gemiti che escono tra i suoi sospiri e i miei colpi profondi..."
La villa a Faggeto Lario è silenziosa, il lago fuori riflette la luna, ma dentro la stanza l’aria è pesante di desiderio. Aurora è davanti a me, già bagnata di sudore, il culo alto e perfetto che mi chiama. I suoi occhi lucidi, le labbra socchiuse, il corpo teso e vibrante: tutto mi dice che vuole essere presa, spinta al limite, posseduta come mai prima.Non resisto. La prendo per i fianchi e la piego sul letto, il culo alto e rotondo che trema sotto le mie mani. Inizio a toccarla, esplorarla, farla gemere, mordendosi le labbra e stringendo il materasso. “Sei mia stanotte, puttana,” le sussurro. Lei geme più forte, come se sentisse la verità di quelle parole.
Affondo con il mio cazzo, duro e affamato. Il primo colpo la fa piangere e gemere, il dolore iniziale si trasforma subito in piacere intenso. Il suo culo si contrae intorno a me, ogni spinta mi manda in estasi. La scopo senza rispetto, senza limiti, fino a sentire la mia sborra colare dentro di lei, mentre lei geme e trema come mai prima.
Poi la giro, la piego ancora, pronta a ricevere ogni mia voglia. Il mio cazzo scivola nella sua fica calda e bagnata, e lei esplode immediatamente in squirt, le contrazioni che mi fanno tremare, la bocca che geme disperata, il corpo che si contorce completamente. Non mi fermo: la prendo ancora più duro, più profondo, sentendo ogni spasmo, ogni tremito, ogni gemito che la fa sentire completamente puttana e posseduta.
Aurora si inginocchia poi davanti a me, la bocca calda e assetata, e comincia a succhiarmi come se fosse la sua unica ragione di vita. Io la prendo per i capelli, guido ogni movimento, sentendo la mia seconda venuta esplodere nella sua bocca, mentre lei ingoia tutto, gemendo e tremando.
Non basta ancora. La giro sul letto, la piego, il culo alto, la fica ancora bagnata, e riprendiamo: colpi profondi, lenti e veloci, esplorando ogni angolo del suo corpo. Il piacere cresce, il suo squirt colpisce le lenzuola, il letto, mentre i gemiti e le urla si mescolano al silenzio del lago.
Finalmente esplodiamo insieme: gemiti, urla, contrazioni impossibili da fermare, il mio cazzo dentro di lei ancora pulsante, il suo corpo completamente posseduto. Collassiamo insieme, sudati, lacrime, respiro affannoso, il culo e la fica di Aurora caldi e lucidi di piacere.
Restiamo così, intrecciati, sapendo di aver vissuto il godimento più totale, come mai prima, senza rispetto, senza limiti, completamente immersi nel piacere reciproco.
Epilogo – Aurora a Faggeto Lario
La villa è immersa nel silenzio del lago, ma dentro la stanza siamo ancora un vulcano. Aurora è completamente mia: il culo alto e rotondo ancora tremante, la fica calda e bagnata, i gemiti che escono tra i suoi sospiri e i miei colpi profondi. Io sopra di lei, esausto ma teso, pronto a riversare tutto il piacere che ho dentro.
La piego sul letto, il culo tremante che implora altre spinte, e affondo dentro di lei, sentendo ogni contrazione, ogni spasmo, ogni gemito che sale come un urlo proibito. Aurora geme, piange e ride insieme, completamente posseduta, la sua voce un mix di piacere e follia.
Poi esplode di nuovo, squirt potente che colpisce il letto e le lenzuola, il mio cazzo che pulsa senza tregua dentro la sua fica calda e bagnata. Non mi fermo: la scopo con violenza controllata, il culo che si contrae e si apre intorno a me, il corpo che trema in ogni fibra, e lei grida, geme, si aggrappa a me come se fossi la sua unica ragione di vita.
Quando esplodo, la mia sborra la riempie, colando dentro la sua fica, sulle cosce e sulle mani tremanti. Aurora ingoia e geme, le lacrime che le solcano il viso, il corpo devastato e felice, completamente mia puttana.
Restiamo così, abbracciati, sudati, ansimanti, i nostri corpi ancora pulsanti. Il silenzio del lago fuori non può nulla contro l’eco dei nostri gemiti, delle nostre risate e del piacere totale che abbiamo condiviso. Aurora mi guarda, occhi lucidi, labbra sporche, e sussurra:
“Sei l’unico che può farmi sentire così… mio, sporco, posseduto…”
E io so che questa notte a Faggeto Lario non finirà mai davvero: il nostro godimento, i suoi gemiti, il culo e la fica devastati, lo squirt, la mia sborra… tutto resterà scolpito nei nostri corpi e nelle nostre menti per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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